lunedì 1 febbraio 2016

Aloe Vera





L'’Aloe Vera (Aloe Barbadensis Miller) è una pianta succulenta, perenne, originaria dell’Africa, ma, successivamente, diffusasi in altre parti del mondo.

Il suo utilizzo è molto importante in numerose medicine tradizionali, come la cinese, l’indiana, l’africana, ed anche nella nostra tradizione erboristica.

Due sono i principali derivati delle foglie di Aloe: il succo amaro e giallastro, a prevalente contenuto antrachinonico, utilizzato, per uso interno, come lassativo, digestivo e colagogo, Fig. 31 84 ed il gel, contenente mucillagini, tipo glucomannani, e mucopolisaccaridi, utilissimo in caso di scottature, traumi, ferite, piaghe, morsi di insetti e malattie della pelle (acne, eczemi, psoriasi), ad attività antinfiammatoria, antisettica-battericida, e, di recente acquisizione, antivirale ed immunostimolante. Numerosi ricercatori hanno negli ultimi tempi focalizzato il loro interesse sulla frazione polisaccaridica (denominata acemannano) del gel di Aloe, arrivando a caratterizzarla in quattro glucomannani parzialmente acetilati. Proprio tale componente sembra responsabile degli effetti immunostimolanti della pianta.

L'’estratto acquoso di Aloe è infatti in grado di potenziare l’attività dei macrofagi, dei leucociti polimorfonucleati e delle cellule T, di attivare il complemento e di promuovere il rilascio di modulatori dell’attività del sistema immunitario e la produzione di interferone. Molti studi hanno sottolineato i buoni risultati ottenuti, somministrando il complesso polisaccaridico, in pazienti affetti da tumori e AIDS. In uno studio su 15 persone con HIV, durante cui veniva somministrata una bevanda contenente 500-800 mg di acemannano, è stata evidenziata la permanenza in vita, a distanza di sei anni dall’inizio della sperimentazione, dei soli 5 partecipanti che non avevano cessato di assumere il preparato. Gli altri 10, che avevano interrotto volontariamente l’assunzione, erano morti nell’arco dei successivi 18-24 mesi. E’ stato ipotizzato che la maggior sopravvivenza potesse essere imputata ad un incremento e ad una attivazione della popolazione dei linfociti T del tipo CD8.

L'’acemannano ha dimostrato proprietà antivirali nei confronti del virus dell’immunodeficienza umana del tipo 1 (HIV-1), di quello dell’influenza e quello del morbillo. La sua azione si esplica tramite l’inibizione della glicosilazione delle glicoproteine virali e della replicazione dei virus. 85 L'’Aloe può essere utile per rinforzare l’azione di farmaci antivirali utilizzati per combattere l’'AIDS (per esempio l’azidotimidina e l’acyclovir).

La reale possibilità di ridurre i dosaggi di tali farmaci è molto interessante, dati gli effetti collaterali da essi provocati (anemia, depressione della produzione di globuli bianchi ecc.). La dose di acemannano da utilizzare a scopo terapeutico è stata quantificata in 800-1600 mg/die, che dovrebbe corrispondere a circa ½-1 litro di succo di aloe vera, anche se il contenuto di tale principio attivo nelle foglie può variare molto. In studi effettuati in pazienti, affetti da AIDS in fase iniziale, il numero di grossi monociti circolanti è risultato aumentato in seguito a somministrazione di 800 mg/die per os di acemannano, indicando un miglioramento della fagocitosi.

L'’utilizzo in pazienti con disturbi avanzati da HIV sembra avere invece scarso valore.

 • Dosaggio: In letteratura non sono stati definiti dosaggi precisi. Gli esperti di Herbal Research F. riportano come dosaggio, per il gel di Aloe, 1-2 cucchiaini da te’ fino a 3 volte al giorno.

Controindicazioni: L’Aloe è una pianta usata dall’uomo da millenni, sulla quale esiste quindi un’ampia tradizione empirica di utilizzo in varie patologie, e su cui non sono segnalati, in letteratura, dati di tossicità. Studi di tossicità subacuta hanno dimostrato una buona tollerabilità per dosi dell’ordine di 1500-2000 mg/kg/die per os, anche protratte per mesi. Il gel di Aloe, ricco di acemannano, viene estratto dalla parte centrale della foglia, può contenere quindi solo tracce di composti antrachinonici e non presenta le controindicazioni ad essi associate; si raccomanda però di usarlo con cautela in pazienti in terapia antidiabetica. Non è consigliata inoltre la somministrazione in gravidanza o durante l’allattamento, perché non sono disponibili dati riguardanti i suoi effetti sulla donna, sul feto e sul lattante.

Emodieta ed Aloe


Nell'emodieta del dr. Peter D'Adamo e del dottor Piero Mozzi, l'Aloe è una pianta consigliata solo ed esclusivamente alle persone di gruppo sanguigno A. Per gli altri invece potrebbe essere addirittura nociva.


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